KIM VILFORT: “ridi pagliaccio … tra lo spasmo ed il pianto …”

di CRISTIAN LAFAUCI

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KIM VILFORT: Kim é nato a Copenaghen nel 1962 . Kim ha quel volto velato di malinconia che ricorda qualche principe uscito dalla fantasia di Shakespeare . Kim gioca come mediano nel Brondby e nella nazionale danese , con la quale ha già disputato gli europei del 1988 . Kim ha buona tecnica , sa combattere là in mezzo al campo e segna anche abbastanza . Kim é uno tranquillo , non é per niente una ” primadonna “. Kim è un marito e un padre … La Jugoslavia si é qualificata per gli europei di calcio del 1992 , ma non parteciperà , perché , di fatto , nel ‘ 92 la Jugoslavia non esiste più ; i balcani sono sprofondati nel gorgo di una folle e spaventosa guerra civile .

 

La Uefa chiama la Danimarca a prendere il posto degli slavi agli europei di Svezia . I giocatori danesi , come si usa dire , parlando a posteriori di questa vicenda , erano già pronti a partire per le vacanze , erano già con ” le valigie in mano “. Kim no . Kim faceva la spola tra casa e l’ospedale . Sua figlia Line , di 8 anni, era stata colpita da una forma di leucemia particolarmente aggressiva ; la situazione stava rapidamente volgendo al peggio…. Kim alle vacanze proprio non pensava ; sperava soltanto , e marcava a uomo quel letto d’ospedale , ogni energia fisica e mentale era concentrata li .

 

La federazione gli chiede se , nonostante tutto , lui voglia partecipare : Kim accetta , chiedendo però se necessario , di poter tornare in Danimarca , per lui la partita più importante si disputa in quella stanza d’ospedale . Il match d’esordio si conclude con un pari a reti inviolate contro l’Inghilterra , nella seconda gara del girone giunge la sconfitta contro la Svezia ; Kim allora chiede di poter andare a Copenaghen : ogni giorno , le cose stanno scivolando sempre più verso il baratro…. Intanto , a Malmo , nella sorpresa generale , i danesi superano 2-1 la Francia di Papin , Cantona e del ct Platini , centrando la qualificazione alle semifinali .

 

E Kim ci sarà , perché anche se ha la morte nel cuore , non vuole lasciare soli i suoi compagni ad affrontare l’Olanda campione in carica . I biancorossi scandinavi giocano un grande match , passano in vantaggio per ben due volte e vengono raggiunti nel finale ; Kim lotta a centrocampo , spezza la manovra avversaria , corre , sgomita e fa ripartire i suoi . I supplementari mantengono invariato l’equilibrio , gli Orange ci provano ma Schmeichel ha abbassato la saracinesca : non si passa . Ai rigori sbaglia solo Van Basten ; Vilfort insacca come tutti gli altri suoi compagni : la favola continua , si va in finale , ora manca solo un capitolo per scrivere il lieto fine .

 

Purtroppo per Kim , quella si sta trasformando in un ‘ estate allucinante : quella che rischia di diventare la più grande soddisfazione della sua carriera , va di pari passo con qualcosa che rischia di diventare uno dei peggiori dolori della sua vita . Facile comprendere quale sia il suo stato d’animo….no ! proprio per niente ! é sua figlia , é una parte di lui ; é qualcosa che il solo pensiero rischia di farti impazzire , e lui é lì , non può fare niente , solo fare forza a lei , tenerle su il morale , e sperare….sperare soltanto…. Il 26 giugno 1992 , Kim tuttavia , decide di prendere parte alla finale contro la Germania ; un modo come un altro per far vedere a Line che papà non si arrende , affronta tutti i più forti e li batte , e cosi dovrà fare anche lei..

 

Come nell’opera ” i pagliacci ” di Leoncavallo : ” vesti la giubba e la faccia infarina la gente paga e rider vuol qua ridi pagliaccio e ognuno applaudira’ ! tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto in una smorfia il singhiozzo e il dolor ridi pagliaccio sul tuo amore infranto ridi del duol che ti avvelena il cor ! ” La gara é bella e combattuta : i danesi passano in vantaggio al 18 ° con Jensen ; i tedeschi cercano in tutti i modi di pervenire al pari , ma la difesa vichinga regge . A meno di un quarto d’ora dal termine , proprio Kim scatta nella trequarti avversaria , controlla il pallone , con un tocco d’interno destro manda a vuoto due avversari , e di sinistro al limite dell’area , conclude in porta con tutto quello che si porta dentro e scarica in quel tiro : la sfera tocca il palo e conclude la sua corsa in fondo alla rete .

 

L’abbraccio dei compagni non é semplice esultanza : loro sanno bene cosa stia passando ed é un ulteriore mezzo per dimostrargli tutta la vicinanza possibile . Purtroppo, poco tempo dopo la vittoria di quell’europeo , Kim dovrà fare i conti con quel dolore , con quella perdita che, nonostante tutto, in cuor suo sperava sempre di non dover mai vivere… Un ‘estate che Kim non potrà mai dimenticare , piena di lacrime di gioia e disperazione , fantastica e perfida , come per fortuna e purtroppo,  solo la vita sa essere .

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Autore: remogandolfi

Amo gli ultimi. Quelli spesso perdenti, autodistruttivi, sfigati fino all'inverosimile. Qui proverò a raccontare qualche piccola storia dei tanti che ho amato, nello sport, nella musica e nel cinema. Accompagnato da tanti amici con le mie stesse passioni.

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