“EL MAGICO GONZALEZ”: A modo mio …

di REMO GANDOLFI

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Il Barcellona di Diego Armando Maradona e del “Flaco” Menotti sta disputando una tournèe di fine stagione negli Stati Uniti.

E’ notte fonda quando nell’albergo che ospita la squadra catalana scatta l’allarme antincendio.

Nel giro di pochissimi istanti tutti sono fuori dalle loro camere e si ritrovano nella hall dell’albergo.

Tutti tranne uno.

Jorge Alberto Gonzalez.

Un dirigente del Barcellona e un dipendente dell’albergo salgono verso la sua camera, ancora chiusa dall’interno.

Bussano, chiamando a gran voce Jorge.

Dopo qualche secondo Gonzalez, con solo un paio di boxer addosso, va loro ad aprire.

Dietro di lui, coricata sul letto c’è una ragazza.

Il dirigente inveisce contro il calciatore. “Che cazzo fai ancora qua ? Sono tutti giù nella hall tranne te !”.

La risposta di Gonzalez è lapidaria.

“Io non lascio mai le cose a metà”.

 

Così si chiude per Jorge Alberto Gonzalez, detto “El Magico” l’avventura con il Barcellona, praticamente prima ancora di iniziare.

E’ l’estate del 1984 e “El Magico Gonzalez” farà ritorno nella “sua” Cadice, dove Jorge è adorato, dove può essere se stesso e dove è veramente felice.

 

Jorge Alberto Gonzalez Barillas nasce il 13 marzo del 1958 a San Salvador.

E’ l’ultimo degli 8 figli messi al mondo da suo padre Oscar e dalla mamma Vittoria.

Il suo talento con il pallone è tanto evidente quanto precoce.

A 17 anni è già titolare nell’Antel FC per poi trasferirsi meno di due stagioni dopo nel Club Deportivo Fas.

Ben presto diventa il punto di riferimento assoluto per la nazionale del suo Paese.

El Salvador può vantare una sola partecipazione ad un Campionato del Mondo, quello del 1970 disputato in Messico e chiuso con tre sconfitte in tre incontri.

Nel 1981 però la Nazionale del piccolo e storicamente travagliato paese del Centro America ha però la possibilità di ripetere l’impresa di poco più di 10 anni prima.

Nel girone di qualificazione finale che mette in palio due posti per il Mondiale di Spagna l’Honduras (che giocava in casa) si dimostra la squadra più agguerrita e solida mentre il secondo posto utile se lo contendono il poderoso Messico di Hugo Sanchez e Leonardo Cuellar e l’El Salvador.

“El Mago”, come viene chiamato dai suoi conterranei, sarà per l’ennesima volta decisivo.

Quando riceve palla qualche metro prima della linea di metà campo nessuno può immaginare quello che Jorge Alberto Gonzalez sta per inventare.

… forse neppure lui visto che l’istinto è l’unica cosa a cui riesce ad obbedire questo magro e riccioluto talento.

Salta un avversario in dribbling, evita l’intervento di un altro calciatore messicano e poi si lancia in velocità verso la porta avversaria senza che nessun difensore avversario riesca a tenergli testa.

Giunto quasi al limite dell’area salta un avversario in dribbling per poi lasciar partire di sinistro una gran botta in diagonale che il portiere messicano para ma non riesce a trattenere.

Per l’attaccante salvadoregno Hernandez è un gioco da ragazzi appoggiare il pallone nella porta sguarnita.

Sarà il gol decisivo che qualificherà El Salvador per la fase finale dei Campionati del Mondo in programma in Spagna l’estate successiva.

In quei mondiali non ci saranno certo grandi soddisfazioni per il piccolo paese centroamericano.

Tre partite, tre sconfitte con un desolante score di una rete segnata e quindici subite !

Ma a nessuno è sfuggito il prodigioso talento di questo capellone dinoccolato, con una tecnica sublime e uno scatto bruciante.

C’è una vera e propria pletora di club europei pronti ad inserire tra le loro fila questo autentico genio calcistico che, per quanto anarchico in campo, ha “numeri” come pochi altri nel panorama mondiale.

Sampdoria, Atletico Madrid, Fiorentina e PSG sono solo alcune delle grandi squadre interessate al suo cartellino.

Sono proprio questi ultimi che paiono in grado aggiudicarsi questa autentica “asta”.

Sembra tutto fatto per il suo passaggio al Paris Saint Germain.

Poi, quando arriva il giorno della firma sul contratto, “El Magico Gonzalez” se ne rimarrà a letto nella sua camera d’albergo rinunciando all’incontro con i dirigenti transalpini nell’hotel dove dirigenti, tifosi e giornalisti lo stanno aspettando.

“Cosa ci vado a fare io a Parigi ? E’ una città troppo grande e poi non so neppure una parola di francese !” sarà la spiegazione che darà Jorge per motivare questa sua rinuncia.

A quel punto Jorge inizia a sfogliare la margherita tra le altre squadre che sono pronte ad accoglierlo.

Seglierà il Cadice, la squadra forse meno prestigiosa di tutto il lotto di pretendenti … Cadice che gioca tra l’altro nella Seconda Divisione spagnola.

E’ per tutti una scelta folle e cervellotica.

Ma solo se non si conosce “El Magico Gonzalez” !

La sua priorità non è a che livello gioca la squadra o quanto gli viene offerto di ingaggio … ma è DOVE si trova e COSA offre la città.

Cadice, con il suo clima, il calore della gente e la festosa vita notturna per Jorge Alberto Gonzalez equivale al paradiso !

Qui Gonzalez giocherà una prima stagione sontuosa.

Segnerà ben 15 reti e con le sue prestazioni trascinerà il Cadice alla promozione in Primera.

Le sue giocate sono una gioia per gli occhi.

Le sue rabone, i tunnel, le accelerazioni e soprattutto il famoso “elastico” di cui è il primo utilizzatore “seriale”, lo rendono uno dei giocatori più amati di tutta la Liga.

L’anno successivo il Cadice torna però in Seconda Divisione nonostante le prestazioni di Jorge siano semplicemente stratosferiche. Segnerà addirittura 14 reti in 31 partite terminando terzo nella classifica del “Pichichi”, quella del miglior marcatore della Liga.

La sua fantastica stagione fa si che a Gonzalez si interessi addirittura il Barcellona che lo porterà con se nel  tour statunitense di cui si raccontava all’inizio.

Maradona è da sempre un grande ammiratore del “Mago” e arriverà a dire in diverse interviste che “Tutti tentavamo di fare le giocate che faceva Gonzalez … ma semplicemente non ci riuscivamo !” e, ancora più esplicitamente alla classica domanda se era più forte lo stesso Diego o Pelé in una occasione Maradona rispose “il più forte ? EL MAGICO GONZALEZ !”.

Al Cadice Gonzalez resterà per 8 stagioni, tranne un piccolo infelice intermezzo nel Valladolid, segnando oltre 60 reti in poco più di 200 partite prima di fare ritorno nel suo amato El Salvador per finire la carriera dove tutto era cominciato, nel Club Deportivo FAS alla veneranda età di 41 anni.

Vive ancora a San Salvador, adoperandosi per un periodo anche come taxista e vivendo comunque nella massima semplicità e modestia.

Ma a Cadice non lo hanno dimenticato (come potrebbero ?) e nel gennaio di quest’anno il Presidente del Club Manuel Vizcaino si è recato personalmente a San Salvador per convincere “El Magico” ad accettare l’incarico di coordinatore della scuola calcio del Club andaluso.

… incarico sul quale, a tutt’oggi, El Magico sta ancora riflettendo …

Jorge Alberto Gonzalez, detto “El Mago” o “El Magico” non ha fatto la carriera che un giocatore del suo talento avrebbe potuto e forse dovuto fare.

Solo che non gli è mai interessato diventare uno dei più grandi, e nemmeno uno dei più ricchi o famosi.

“Ho sempre giocato a calcio con lo stesso spirito con cui ci giocavo da bambino, con la stessa idea in testa da sempre: non considerare mai il calcio come una professione, ma come un divertimento”.

El Magico Gonzalez c’è riuscito.

… e anche se la sua storia purtroppo la conoscono in pochi lui è sempre stato felice …

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ANEDDOTI E CURIOSITA’

E’ una prestigiosa amichevole precampionato.

Il Cadice nel suo stadio ospita il Barcellona.

Il Ramon Carranza, nonostante sia una amichevole, è quasi pieno e c’è grande attesa per questa partita.

Per tifosi, dirigenti e calciatori.

Per tutti … tranne che per uno.

Sempre lui.

Jorge Alberto Gonzalez che si presenta in ritardo, visibilmente “annebbiato” per i postumi di una delle sue notti brave.

Viene inserito all’ultimo momento nella lista e nel primo tempo rimane a dormire negli spogliatoi.

La partita è a senso unico.

Il Barcellona al termine del primo tempo è in vantaggio per 3 a 0.

Ad inizio ripresa “El Magico” entra in campo … e sarà più “magico” che mai.

Il Cadice rimonterà fino a vincere per 4 reti a 3 e Gonzalez segnerà due reti e fornirà gli assist per le altre due marcature.

 

Partita di Liga. Si gioca al Vicente Calderon.

Jorge è particolarmente abulico e svogliato.

Evidente che non è nelle sue migliori giornate … ma nessuno può immaginarsi che su una azione di calcio d’angolo riesca addirittura ad assopirsi sulla spalla di un giocatore dei Colchoneros !

 

Al suo ritorno a Cadice dopo l’esperienza a Valladolid la società decide di controllare con maggiore assiduità Jorge. Ci sarà qualcuno in società incaricato di verificare che torni a casa qualche ora prima dell’alba e di svegliarlo nei giorni di allenamento o di partita.

In una di queste notti l’incaricato va a verificare che Jorge sia a casa.

Non trovandolo decide di andare nella discoteca preferita di Jorge anche se ormai è ora di chiusura.

Insieme ad alcuni inservienti si mettono a cercare Jorge ma senza successo.

Guardano dappertutto … tranne che nella consolle del DJ dove Jorge stava dormendo profondamente e dove verrà trovato la mattina successiva dalla signora delle pulizie !

 

Il giorno del suo debutto con il Cadice avviene nell’agosto del 1982.

E’ una classica partita di precampionato che il Cadice gioca contro il piccolo Trebujena, una squadra di dilettanti.

Finito l’incontro viene organizzata una cena.

Il Mister del Cadice è lo jugoslavo Dragoljub Milosevic, molto rigido da un punto di vista disciplinare e a cui hanno già raccontato della passione del “Magico” per gli alcolici.

Gonzalez durante la cena è marcato strettissimo dall’allenatore in seconda David Vidal e al suo primo tentativo di chiedere un bicchiere di vino viene immediatamente stoppato dall’assistente di Milosevic.

Dopo qualche minuto “El Magico” si rivolge ad un compagno di squadra. “Rafael, cosa stai bevendo ?” “Coca Cola” risponde il calciatore del Cadice.

“No” gli dice Gonzalez. “Tu stai bevendo vino”.

“Cosa ? “ gli risponde il compagno. “Assolutamente no. E’ Coca Cola.”

“Non hai capito Rafael. Tu da ora in avanti ordinerai vino e io Coca Cola. Solo che tu berrai dal mio bicchiere e io dal tuo.”

Questo era “El Magico Gonzalez”.

 

Infine, l’ultima perla.

 “Mágico era mejor que yo. Yo vengo del planeta Tierra, él viene de otra galaxia” (parole e musica di Diego Armando Maradona).

 

Per chiudere due video. Il primo breve ma sufficiente per rendersi conto delle incredibili doti di questo immenso calciatore

https://youtu.be/Wkb9KaxC6o0

Il secondo è un meraviglioso documentario della ESPN dedicato al Magico Gonzalez.

https://youtu.be/vw4jiJ1YNeU

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Autore: remogandolfi

Amo gli ultimi. Quelli spesso perdenti, autodistruttivi, sfigati fino all'inverosimile. Qui proverò a raccontare qualche piccola storia dei tanti che ho amato, nello sport, nella musica e nel cinema. Accompagnato da tanti amici con le mie stesse passioni.

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