ANDERLECHT vs NOTTINGHAM FOREST: Storia di ladri, di giacchette nere e di presidenti … onesti.

di REMO GANDOLFI

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E’ il 25 aprile del 1984.

Anderlecht e Nottingham Forest si apprestano a giocare la loro partita di ritorno della Semifinale di Coppa Uefa.

All’andata il Nottingham vince agevolmente l’incontro.

Un 2 a 0 firmato Steve Hodge, il giovane centrocampista del Forest autore di una doppietta.

E’ stato un dominio assoluto degli uomini di Clough e il risultato avrebbe potuto essere assai più ampio ma la serata non felicissima del centravanti Peter Davenport e le miracolose parate di Jacky Munaron hanno contribuito a tenere in piedi le pur flebili speranze dei belgi.

Il Forest da sempre nelle competizioni europee riesce a dare il meglio di se in trasferta.

Fu così nelle due Coppe dei Campioni vinte pochi anni prima e lo è stato anche nella galoppata dei rossi di Nottingham in questa edizione della Coppa UEFA.

Nei  4 incontri esterni disputati in trasferta per il Forest di Brian Clough ci sono 3 vittorie (Vorwarts Frankfurt, PSV Eindhoven e Celtic ) e un pareggio (Sturm Graz).

Con questo score nelle precedenti partite è evidente che il Nottingham Forest ha eccellenti possibilità di arrivare alla finale di Coppa UEFA dove di fronte si troverà o gli jugoslavi dell’Hajduk di Spalato o un’altra squadra inglese, il Totthenam di Glenn Hoddle, di Ossie Ardiles e di Steve Archibald.

L’avvio è favorevole ai belgi che dopo venti minuti di gioco sbloccano il risultato con un gran tiro da fuori di Enzo Scifo, il giovane e talentuoso regista dell’Anderlecht.

I belgi, sospinti dagli oltre 35.000 supporter di casa, si lanciano all’arrembaggio e per qualche minuto la difesa inglese sembra vacillare.

In realtà la celeberrima organizzazione difensiva del Forest tiene alla grande e per tutto il primo tempo e il primo quarto d’ora della ripresa gli attacchi dei belgi risultano vani, perdendo via via di intensità.

Ma proprio al quarto d’ora della ripresa accade qualcosa.

Qualcosa che lì per lì sembra solo una clamorosa svista della terna arbitrale spagnola.

Kenneth Brylle, il forte attaccante danese dell’Anderlecht, entra in area palla al piede.

Al suo fianco c’è il terzino Kenny Swain che lo controlla.

E’ almeno a mezzo metro da lui quando Brylle si lascia cadere a terra.

L’arbitro, lo spagnolo Guruceta Muru, assegna il calcio di rigore ai belgi.

Gli inglesi sono increduli.

Le proteste sono comunque garbate e civili.

Brian Clough non accetta dai suoi un comportamento diverso.

“I miei calciatori non protestano e non imbrogliano. Noi rispettiamo gli arbitri e le regole del gioco”.

E’ un refrain che Clough ripete e ripeterà per tutta la sua carriera.

Lo stesso Brylle realizza dal dischetto.

L’Anderlecht ora ci crede.

Ha pareggiato il conto con l’andata e c’è ancora mezzora da giocare più gli eventuali supplementari.

Mancano solo due minuti alla fine quando il regista dei belgi René Vandereycken pesca con un millimetrico lancio il centravanti Erwin Vandenbergh che solo davanti a Van Breukelen, il portiere olandese del Forest, lo trafigge con un delicato tocco di piatto destro.

Sembra finita per il Forest ma all’ultimo minuto di gioco c’è un calcio d’angolo per gli inglesi. La palla arriva al centro dell’area.

Il difensore centrale del Forest Paul Hart salta più in alto di tutti.

La palla finisce in fondo al sacco.

C’è un attimo di totale disperazione tra i belgi e uno di gioia assoluta tra gli inglesi.

Che si sovverte completamente quando i giocatori vedono il Signor Guruceta Muru con il braccio alzato.

Ha fischiato un fallo, un ostruzione, un fuorigioco … nessuno capisce esattamente cosa.

Fatto sta che il gol viene annullato.

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Pochi istanti dopo il triplice fischio chiuderà la contesa.

Gli animi sono decisamente surriscaldati.

I giocatori del Nottingham sono letteralmente inviperiti.

Va bene accettare un arbitraggio a senso unico per tutti i novanta minuti, va bene vedersi assegnare contro un rigore assurdo ma vedersi togliere un regolarissimo gol che li porterebbe dritti in finale diventa un po’ troppo da assimilare.

Anche sugli spalti la situazione è piuttosto tesa.

L’unico che mantiene completamente il suo aplomb è proprio Brian Clough che dopo aver stretto la mano all’arbitro andrà verso i suoi giocatori invitandoli ad uscire dal campo senza ulteriori proteste.

“Questa partita è stata comprata. E non c’è nulla che noi possiamo fare”.

Racconta Steve Hodge, uno dei calciatori del Nottingham, che ha fine partita si presentò negli spogliatoi un delegato UEFA che rivolgendosi a Clough gli chiese espressamente se voleva procedere con una protesta ufficiale nei confronti dell’arbitro spagnolo tanto era evidente quantomeno la sua incapacità visto nessuno poteva provare qualcosa di più e di diverso.

La risposta di Clough fu “non mi sono mai lamentato degli arbitri in 20 anni e non intendo iniziare stasera”.

Quando nel dopopartita Clough arriva in sala stampa le sue prime parole sono “Vi siete accorti che stasera ci hanno fregato vero ?”

L’Anderlecht andrà alla finale con il Totthenam, perdendola ai calci di rigore.

 

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Siamo nel 1997.

C’è una retata nella criminalità comune belga.

Uno dei delinquenti arrestati, Jean Elst racconterà alla polizia che l’allora Presidente dell’Anderlecht Constant Vanden Stock lo contattò pregandolo di mettersi in contatto con l’arbitro del match di ritorno della semifinale, il Signor Guruceta Muru, per convincerlo ad accettare denaro per condizionare l’esito del match a favore della squadra belga.

Elst contattò un amico che viveva in Spagna.

Questi si recò ad Alicante e per 18.000 sterline Guruceta Muru ACCETTO’ l’incarico.

Ancora più grave fu il fatto che un altro membro della malavita belga, tale René Van Aaken, riuscì  ben sette anni prima, nel 1990, ad entrare in possesso di materiale comprovante l’accordo … prima ricattando il Club belga (che pagò parecchio denaro per ottenere il silenzio del Signor Van Aaken) e poi inviando parte di questo materiale alla Federazione Belga.

… Federazione Belga che non fece assolutamente nulla dichiarando che non avevano potere per investigare sui fatti … trasferendo qualche tempo dopo tutte le loro informazioni direttamente alla UEFA.

UEFA che prima tentò di glissare sull’intera faccenda dicendo che “passati 10 anni dall’episodio in questione non c’erano più i margini per intervenire” salvo poi, su pressioni della BBC Inglese e dello stesso Nottingham Forest, sospendere per un anno l’Anderlecht dalla partecipazione alle Coppe Europee.

Esattamente 13 anni dopo i fatti.

Il Signor Guruceta Muru morì in un incidente stradale nel 1987 per cui fu impossibile avere la sua versione dei fatti, venuti alla luce come detto solo 13 anni dopo quella semifinale.

Infine Brian Clough.

Si seppe in seguito che il manager del Forest, pur perfettamente consapevole di quanto stesse accadendo in campo, a fine partita decise di comportarsi da “pompiere” per un’unica ragione.

“Dopo quanto accaduto in quel match i nostri tifosi erano veramente arrabbiati e sapevo benissimo che tra le migliaia che ci seguivano nelle trasferte c’erano diverse “teste calde”. L’unica cosa che non volevo, dopo quella atroce beffa, è che qualcuno si facesse anche male”.

E tutto questo nonostante per Brian Clough non fu neppure la prima volta che qualcuno cercò di corrompere arbitri  per fare perdere una sua squadra.

  1. Altra semifinale, stavolta in Coppa dei Campioni tra il Derby County e la Juventus … per un arbitro che ammise il tentativo di corruzione da parte del Club italiano (quello del ritorno, il portoghese Francisco Marques Lobo) … ci fu un altro, quello dell’andata, il tedesco Schulenburg, che in campo fece di peggio ma non ammise mai nulla …

Ma questa, come direbbe il grande Carlo Lucarelli … è un’altra storia …

Ah dimenticavo ! Sapete a chi è intitolato ancora oggi lo stadio dell’Anderlecht ?

Esatto ! Proprio a lui … al Signor CONSTANT VANDEN STOCK !

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Autore: remogandolfi

Amo gli ultimi. Quelli spesso perdenti, autodistruttivi, sfigati fino all'inverosimile. Qui proverò a raccontare qualche piccola storia dei tanti che ho amato, nello sport, nella musica e nel cinema. Accompagnato da tanti amici con le mie stesse passioni.

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